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4 giornalisti in cucina “mangiati” da
GUALTIERO MARCHESI
Giovedì 30 Marzo 2006, ore 20:00
Spazio Medagliani
Via Oslavia, 17, Milano

I GIUDIZI DI GUALTIERO MARCHESI

Premetto che siete tutti e quattro degli autodidatti.

Nicola Silvestri
L’antipasto di Nico rispetto al secondo di Francesco, ambedue a base di pesce, è un piatto più semplice, meno difficile da costruire.
Nico ha scelto del pesce crudo tritato, ci ha messo dentro delle erbe, ha preparato una piccola salsa leggera e il gioco è fatto.
All’inizio può sembrare anche un pochino dolce, ma dopo ti abitui e questa scelta, a mio parere, è il massimo, perché le cucine cariche, sapide, sono anche quelle più stucchevoli.
Quella punta di dolce l’avrei addirittura accentuata, resa più grintosa, conferendo al piatto una maggiore acidità.

Emilia Patruno
E veniamo al primo, alla pasta di Emilia. Buono il sapore e giusto il grado di cottura.
Non ho capito, però, la radice di radicchio tagliata e messa sopra cruda con un effetto che risulta gommoso.
Non vale il gioco se è solo per fare una piccola decorazione.
Sempre meglio togliere che aggiungere.

Francesco Arrigoni
Ho trovato, invece, il caciucco di Francesco un po’ troppo carico di sapore. Non sei un tecnico per conoscere a perfezione i tempi, ma ogni cosa dovrebbe essere cucinata, rispettandoli, facendo il brodo prima e poi le altre cotture separate.
Ricordo la prima volta che ho visto preparare la zuppa: si metteva tutto insieme per fare il brodo filtrato e i pesci venivano cotti a parte in base alle loro caratteristiche.
Ero un ragazzino e il significato del procedimento mi è rimasto in testa.

Marina Malvezzi
La cosa che mi è piaciuta di più è il dessert di Marina, perché ho trovato che la pasta fosse fatta benissimo, la guarnizione e anche la dosatura del rhum garbate. Diciamo che il dolce era perfetto.
Perfetto, nel senso di concettualmente a posto.


   
 
   
 

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