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4 giornalisti in cucina “mangiati” da
CARLO CRACCO
Sabato 27 Marzo 2004, ore 20:00
QB
Via Farini, 70, Milano

La rivincita dei sapori
di Donatella Bogo

Mia nonna preparava degli straordinari gnocchi di patate. Sudava e sbuffava ogni volta che li impastava quando giungeva il momento in cui le pressanti richieste della nipote non potevano più essere ignorate. Li condiva poi con un normalissimo sugo al pomodoro, fatto però con i pomodori appena colti nell'orto, e forse per questo mi pareva straordinario anche il condimento. Gli gnocchi erano il suo piatto forte, insieme con il misto di funghi in padella. I funghi li raccoglieva personalmente nei boschi sopra casa, alzandosi prima del sole e costringendo anche me a brusche fughe dal sonno per infilarmi in fretta gli stivali di gomma ("così se troviamo le vipere non ti mordono», diceva tanto per rassicurarmi) e bere un immondo caffé corretto con un goccio di "sgnappa" ("bevi, bevi, che te fa ben", sosteneva convinta per vincere il mio disgusto, ogni volta incredula che una bambina di razza veneta rifiutasse di sottoporsi al battesimo della grappa). Gnocchi e funghi: le prelibatezze della cucina della nonna si fermavano qui. Mia madre non è andata molto oltre. Logico, avevo sempre pensato io. Se non hai l'esempio, da chi puoi imparare? Quello che non riesco a spiegarmi è come mai mia sorella, io e perfino mio fratello (il quale, in quanto maschio, era esentato da qualunque incombenza in cucina, compreso grattugiare il parmigiano) abbiamo in comune l'amore per i fornelli. In casa nostra, da bambini, non conoscevamo il profumo del pepe o il pizzicorino del peperoncino, banditi dalla dispensa materna «perché infiammano». Nelle nostre case di adulti, i profumi si mescolano, si esaltano, si sperimentano in combinazioni diverse. Ogni piatto della mamma era preparato e servito nella sua nuda semplicità, fatto a volte apprezzabile, più spesso noioso, mai sorprendente. A casa nostra, la presentazione fa la sua parte. Perché ho raccontato tutto questo? Perché credo che il filetto in crosta con paté rappresenti il riscatto da un'infanzia e una giovinezza «senza sapori». La rivincita del gusto sulla mera necessità del nutrimento.


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