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4 giornalisti in cucina “mangiati” da
NADIA E ANTONIO SANTINI
Martedì 08 Luglio 2003, ore 20:00
QB
via farini 70, Milano

Cucina familiare
di Stefano Vegliani

Devo dire grazie alla mamma se ho imparato con piacere a fare da mangiare.
Lei nega, ma qualcosa deve aver fatto se oggi mi piace stare in cucina. Forse ho cominciato per necessità: gli anni dell’infanzia a tavola sono stati anni di liti all’ultimo boccone con mio fratello Silvio, mi ricordo le occhiate in cagnesco pensando che l’altro avesse più cibo nel piatto.
Imparando a cucinare da solo ho pensato che finalmente avrei potuto preparare porzioni degne del mio appetito famelico. Non credo che sia un caso se anche mio fratello è diventato bravo ai fornelli.
Contesto chi sostiene che il pesce sia difficile da cucinare.
È facile e veloce, si sposa con molte erbe e molti sapori;e poi è buono e leggero.
E questa è tutta colpa del sangue "sale-mare" ereditato da mio padre. È nato a Trieste (come mio figlio Simeone) ed è vissuto prima a Veglia (oggi Krk) e poi a Volosca vicino a Fiume. Non sapeva preparare neppure un uovo sodo, ma siccome era una buona forchetta ha insegnato a mia madre le ricette della tradizione triestina e dalmata.
Viaggiando e mangiando ho imparato ad apprezzare i sapori insoliti, innovativi. Mi piace sperimentarli in nuovi abbinamenti.
Adesso divido la cucina con la mia compagna Raffaella (la mamma di Simeone) un’ex vegetariana che molto mi ha insegnato sull’uso delle erbe e sui benefici dell’insalata. Qualche volta la cucina diventa un campo di battaglia, perché siamo due testoni, ma alla fine trionfa (speriamo) sempre lui: il piatto.


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