prima pagina prima pagina prima pagina prima pagina prima pagina
   

4 giornalisti in cucina “mangiati” da
MAURO ULIASSI
Domenica 20 Novembre 2011, ore 20:00
Scuola della Cucina Italiana
Piazza Aspromonte 15, Milano

Quando il lupo si fa agnello... e mangia le oche
di Alberto Lupini



Prima quello di maturità. Poi quelli dell’Università, dei vari Master e quello di Stato per diventare giornalista professionista. Per non parlare di quelli per i brevetti di subacqueo o di sci alpino, per le patenti di guida e nautica, per i livelli di sommelier o degustatore.
E altri che nemmeno ricordo.
Da quando sono maggiorenne, li ho affrontati sempre senza ansie o paure.
Già, perché i veri esami che contano sono solo quelli del sangue o delle urine e, più in generale, della vita. Lì però nessuno ti dà un via libera, con tanto di bollino, per essere un buon padre, per fare durare a lungo una storia d’amore o per restare sano...
Eppure stare bene (nel fisico e nella spirito) è l’obiettivo più importante a cui tutti vorremmo tendere, a volte senza però impegnarci per tenere la rotta. E questo forse succede perché nel percorso di tutti i giorni gli esami non sono programmati o ricercati, ma assolutamente imprevedibili.
Non ci sono lezioni, ripetizioni o ripassi che tengano. Ci sbatti il muso e spesso ti tocca saltare il muro anche se hai un ginocchio malandato...
E così, quasi fra capo e collo, ti capita di dover affrontare un nuovo esame, di quelli che non cerchi e che volentieri allontaneresti... Per carità anche se ti andasse male non rischieresti di doverti reinventare un ruolo nella professione. Ma certo non passare l’esame (sia pure senza aspirazioni o esperienze da ristoratore) per come prepari un piatto per una tavolata infinita di amici è sempre una sfida da non passare sotto gamba. Di quelle, per intenderci, in cui misuri il grado di sincerità degli amici e, soprattutto, puoi offrire l’occasione ai nemici di ridicolizzarti. Soprattutto se nel mondo della ristorazione da anni hai piantato le tende per esserne interlocutore e in qualche modo rappresentante, dopo aver fatto una scelta di vita professionale.
Per aggiungere un po’ di rischio (altrimenti non mi divertirei) non mi metto in gioco con un piatto rodato e di successo, ma azzardo un recupero (spero di avere calcolato in modo corretto le dosi) di un piatto della tradizione lombarda che ho solo rimaneggiato nella memoria per renderlo meno pesante. Ed è con i fusilli che mi presento al nuovo esame in cui sono costretto a togliermi la pelle del lupo ed indossare quella dell’agnello... Non per invocare la clemenza della corte con un po’ di tenerezza, ma solo per attestare che stavolta dall’altra parte ci sto io. Pronto alle critiche, ma anche ad eventuali elogi. Ma non vendete nel frattempo la mia vera pelle... Finito
Scuochi ne avrò ancora bisogno.
Dimenticavo... Ma che c’entra l’oca?
Niente, ma a parte il fatto che mi piace, e tanto basta, coi tempi che corrono e viste quante ce ne sono in circolazione, mettiamo in padella almeno quelle con le piume...


GLI ALTRI AUTORI


ALESSANDRA SPINA
Vellutata di piselli porcini, pere e rochefort

GIANLUCA BISCALCHIN
Timballo di crêpes con topinambur e polpettine di carne

MATILDE BATTISTINI
Spezzatino di vitello speziato alla canella su riso pilaf

   
 
   
 

via Mordini 35, 55100 Lucca t. 0583 050137 - email