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4 giornalisti in cucina “mangiati” da ENRICO BARTOLINI
Martedì 17 Marzo 2009, ore 20:00 Scuola della Cucina Italiana Piazza Aspromonte 15, Milano
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Sugo alla Genovese
di
Francesca Ciancio

Il profumo del soffritto di odori – cipolle, carote, sedano – mi è piaciuto sempre e solo di domenica.
80 metri quadrati scarsi di casa piena solo di quell’odore. 2 vani, cucina, bagno e noi 4 al tavolo, dopo la messa, senza scuola, con i compiti da fare nel pomeriggio.
Era il momento della Genovese, del sugo ristretto e lucido. Ciascuno, da quell’intruglio, scartava qualcosa: chi la cipolla, chi il sedano, chi la carne. Gli ziti spezzati a mano erano scivolosi nel piatto. Non era facile finire la porzione senza sporcarsi. Non era un cibo per bambini, né per palati fini. Però mi faceva pensare a Genova che non avevo mai visto.
E forse si chiamava “sugo alla genovese”, anche se era napoletano, perché c’era il mare da me come a nord e c’erano i vicoli stretti che scendevano verso il porto.
E se i genovesi aprivano la finestra di domenica, magari sentivi l’odore della cipolla, della carota e del sedano soffritti.
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