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4 giornalisti in cucina “mangiati” da
ANDREA BERTON
Mercoledė 19 Marzo 2008, ore 20:00
La scuola de "La cucina italiana"
Piazza Aspromonte 15, Milano

La teoria e l'anarchia
di Francesca Romana Mezzadri



Lavoro nei giornali di cucina da dieci anni. Di ricette ne ho in testa mille. Ogni giorno ne scrivo, leggo e correggo a decine. Spunto ingredienti, verifico tecniche, ragiono su tempi, modi, utensili. Tanta, tanta teoria, applicata con rigore (e pignoleria q.b.) a piatti virtuali che, per quanto mi riguarda, esistono solo nei file del mio computer.
Poi, nella vita vera, mi ribello. La mia cucina č anarchica. Il frigorifero in continuo divenire ospita i cibi pių disparati, acquistati di getto seguendo la suggestione del momento.
I miei piatti sono sempre diversi, assemblati con quel che c'č, spesso pezzi unici, di cui non conservo memoria. Quel che rimane, pių che la ricetta per filo e per segno, č il contesto in cui l'ho preparata.
Per esempio, ricordo benissimo di quella volta in cui ho dato una festa d'estate. Ricordo di aver cucinato per quaranta persone. Ricordo di aver scelto un menų di mare. E ricordo questa ricetta, spaghetti alle vongole con un pesto leggero di basilico.
Da allora, non l'ho pių rifatta. Fino a qualche giorno fa in cui, confesso, l'ho riprovata, per non rischiare di sfigurare a Scuochi. Perché la tentazione dell'improvvisazione senza rete era forte. Poi, č venuta fuori la precisetta che č in me.
Con un ringraziamento speciale a chi mi ha assistito nel mettere a punto la ricetta, buon appetito.


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