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4 giornalisti in cucina “mangiati” da
GIANFRANCO VISSANI
Mercoledė 23 Aprile 2003, ore 20:00
Arte del Convivio
Corso magenta 6, Milano

cristiani e mori
di Roberta Corradin

"Chretiens et Mores" č il nome di un dolce francese che gioca sulla contrapposizione tra bianco dell'albume e nero del cioccolato. Anche il mio dessert gioca sul chiaro-scuro: per questo l'ho chiamato "cristiani e mori", anche se non ha nulla a che vedere coi cugini francesi.
Il fatto č che da piccola mi hanno lasciata da sola con un'enciclopedia (Il Tesoro della UTET): l'ho letta quasi tutta, e a sette anni sapevo cos'č una metafora.
Questo, posso dire a posteriori, ha influenzato pesantemente il mio concetto di cucina.
Un esempio concreto l'ho voluto dare con questo dessert, rielaborazione di un budino tradizionale afghano. Ho usato i simboli e gli ingredienti dell'islam e li ho fusi nelle forme del cristianesimo. Cosė l'uovo pasquale - che peraltro č moro - contiene le diverse nuances del budino afghano, che diventa bavarese e mousse (a frequentare i grandi cuochi viene da scimmiottare il gioco delle consistenze). La colomba č tagliata a lune, l'halva diventa un volo di colomba: tutto si compenetra, si scambia e si fonde. Quello che volevo dire con "cristiani e mori", č che le categorie non sono cosė rigide. Il cristianissimo uovo ha il colore dei "mori" e ne ingloba a sorpresa la cultura che si esprime nel ripieno.
Poi, magari, sarebbe stato meglio se invece di abbandonarmi da sola con un'enciclopedia mi avessero mandata a giocare con gli altri bambini, ma ormai č fatta, e quando cucino, mi piace giocare a pensare che la mia cucina voglia dir altro.


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